"Storie di piccola città" è ambientato principalmente a Udine, ma tocca diverse location in quasi tutto il Friuli Venezia Giulia. I personaggi sono tanti e ogni protagonista della storia successiva è in qualche modo legato a quelli delle precedenti. Tanto che capita di ritrovarli nel corso delle narrazioni che in questo modo ci danno possibilità di continuare ancora a sognare di loro. E' in corso di preparazione (la prima stesura è stata terminata) il quarto volume (e in questa foto, forse spoilero un po' su una delle protagoniste...), che indicativamente uscirà tra marzo e aprile. Una storia romantica, divertente e... discutibile... perchè i miei protagonisti proprio non riescono a fare a meno di finire "Sulla bocca della gente" Nel frattempo ho deciso di dar vita a una piccola collana di racconti che racconta le origini di tutti loro in brevi flashback che si riconducono a 20 anni prima. Tra questi è già uscito il primo (I draghi non esistono, la storia ...
In tutte le mie storie una delle location in cui i personaggi tornano sempre è #lignano e solitamente lo fanno fuori stagione. Perché il mare d'inverno è il posto giusto in cui raccogliere i pensieri, il luogo giusto dove confrontarsi con sé stessi e con gli altri, ma soprattutto perché è bello tornare dove si è stati bene. Io ho la grande fortuna di abitarci a pochi passi e lo ritengo un privilegio a cui non saprei rinunciare. Quella fortuna dei pochi che col mare parlano, come Sandra, in cui lasciano naufragare i cattivi pensieri, come Giulia, o affidano dubbi, inadeguatezze e incertezze, come Rebecca e Ludovica. Per ogni situazione c'è una cura: una spiaggia accarezzata dalle onde su cui assaporare la bellezza di questa vita. Per chi ha letto tutti i miei romanzi, fateci caso: il mio legame con questi luoghi è talmente forte nell'anima da non riuscire a sottrarmi dal a parlarne.
Ne " La casa di Giulietta " mi sono cimentata nel complicato tentativo di scrivere col punto di vista di un uomo. Su tre romanzi (e un quarto in cantiere) è l'unica volta, e non nego di avere fatto una fatica estrema. Non tanto perché non abbia nel tempo imparato a conoscere l'altro sesso (tra cui fortunatamente ho molti amici e mi piace confrontarmi su più tematiche - anche se mai li capirò!) ma perché è terribilmente complicato per me parlare in senso critico verso le donne. Ci ho provato, e ammetto che mi è anche esplosa la risata in alcuni momenti. Perché poi fa sempre bene mettersi nei panni degli altri, no? Non so se ripeterò l'esperienza, ma sarei curiosa di conoscere il parere dei maschietti che hanno letto la storia, per capire se ha mosso o meno qualcosa, o se quantomeno abbiano imparato qualche segreto in più su di noi, così terribilmente complicate, sembra, come un'equazione da risolvere, certo, ma che senza conoscere le regole basilari non vai d...
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